
2012, Olio su tela, 30 x 40 cm
Prugna, pesca, ciliegia e banana acquistano braccia, mani e gambe; un bicchiere a coppa diventa una presenza vigile. Gli elementi tradizionali della natura morta cessano così di essere oggetti inerti e assumono una vita propria.
L’apparenza può sembrare giocosa, ma il coltello in primo piano modifica radicalmente il tono dell’immagine. È lo strumento che taglia e sbuccia, introducendo la certezza della morte.
Il titolo rovescia quello della natura morta: la vita attraversa ogni elemento del quadro, ma proprio perché viva, è anche esposta alla propria fine.
Dipinta contemporaneamente a Principessa Autosbucciante, l’opera appartiene allo stesso momento di trasformazione del linguaggio pittorico.